MINISTERO: No alla liberalizzazione sui controlli a distanza

  • 26/06/2015
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MINISTERO: No alla liberalizzazione sui controlli a distanza

Il Jobs Act ha rivisitato l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (DPR. 300/1970) in materia di controlli a distanza ma attenzione, la norma non liberalizza i controlli ma si limita a fare chiarezza circa il concetto di “strumenti di controllo a distanza” ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti attraverso questi strumenti, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni e, in particolare, con le linee guida del 2007 sull’utilizzo della posta elettronica e di internet.

L’installazione dei controlli a distanza può avvenire per:
- esigenze esclusivamente organizzative e produttive;
- per la sicurezza del lavoro;
- per la tutela del patrimonio aziendale;

ed esclusivamente tramite:
- accordo sindacale o, in assenza, previa autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro o del Ministero;

Si chiarisce inoltre che non devono essere considerati “strumenti di controllo a distanza” gli strumenti che vengono assegnati al lavoratore per rendere la prestazione lavorativa (una volta si sarebbero chiamati gli “attrezzi di lavoro”), come pc, tablet e cellulari.
Tale esclusione non deve ritenersi valida qualora questi mezzi vengano modificati con l’aggiunta di sistemi di localizzazione o filtraggio.

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